Signori, si smonta
Settembre 6, 2007
Il circo viene smantellato.
La donna cannone si metta a dieta, i cavalli dormano accovacciati, il trapezista volteggi su un materasso gonfio di piume d’oca, l’elefante riposi sul telo del prestigiatore, mangiafuoco ingurgiti fiumi d’acqua.
I giochi sono finiti, il pubblico si è disperso, il clown ha sfilato il nasone rosso.
E’ ora di ripiegare il telone rigato.
E’ ora che la carovana si rimetta in marcia verso una nuova città, con un po’ di tristezza a gonfiare il petto.
Una scrittura delicata, a metà tra la prosa e la poesia. Apprezzati la cesura dei versi libera e il tono per nulla aulico, il linguaggio pulito.
Anch’io scrivo, mi faresti felice se visitassi il mio nuovo BLOG . Arte e poesia, le tematiche.
ciao
cioè scusa vorresti lasciarci? no, dai…
appena arrivo io il circo se ne va?
Quindi mi devo radere?
-La Donna Barbuta-
No, non me ne vado di qui. Almeno, non credo. Ho deciso di chiudere un capitolo della mia vita e l’ho raccontato così.
Grazie davvero.
E.
…allora le tigri le devo portare via da casa…?
Circo, giostra, altalena… issiamo il tendone piú colorato, piú resistente e che piú ci piace, che sopra qualsiasi spettacolo puó sempre piovere, ma se sará la nostra casa, ci bagneremo sorridendo.
…e si e’ pronti a salire sul prossimo treno.
Buon cammino
il circo mi ha sempre fatto un pò di tristezza, anche da bambina.
non ti auguro, quindi, un’altra esibizione.
qualcosa di completamente diverso, senza clown, nè maschere, nè risate artificiali.
carne e non plastica per sorridere di nuovo.