Scegliere

ottobre 15, 2007

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Non mi piace scegliere. Si dice non piaccia a nessuno; non ci credo: qualcuno ama il potere insito nella scelta.

Io non lo amo, quel potere.

In questo caso, poi, la mia posizione è d’impotenza. Perciò, niente potere.

 Tu ci sei, a modo tuo, duro come la roccia, lontano come la fine del mondo, sfuggente come il vento forte che sibilando schiocca folate di gelo.

 

Ce n’è tanto, di gelo, dalle tue parti.

 

Dici che non ci sono condizioni, dici che tu non puoi altro. Forse per ora, forse per sempre. Non puoi di più.

Non mi chiedi di accettare, non mi chiedi di abbandonare. Non chiedi, perché non sai.

Sarebbe un investimento a fondo perduto, o senza fondo, o perduto e basta.

Ma forse – qualcuno mi suggerisce – l’amore è questo.

 

Ma io lo posso, quell’amore?

Ne ho abbastanza, di amore, per amare comunque e sospendere il giudizio per un tempo indefinito?

L’amore paziente, l’amore incondizionato, l’amore senza contropartita, l’amore sconfinato. L’amore ha un aggettivo, ma io non trovo il mio.

Non so scegliere.

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